L'idea di una corsa di cavalli nel deserto con i beduini contro un cowboy è decisamente originale ed il film trae giovamento da una così insolita trama.
Purtroppo però spesso lo stile ha delle cadute di tono a causa del regista che sembra voler allargare il suo pubblico includendo scene extra che non centrano niente con la trama.
Ad esempio qua e là accadono scene da action movie come se Viggo Mortensen abbandonasse il suo lazoo per la frusta di Indiana Jones e si mettesse a salvare principesse e a combattere con malvagi emissari di eroine dark.
Peccato perché in questo modo la storia ne risente anche se la visione nel complesso è piacevole soprattuto grazie all'originalità che rende il cavallo, da cui si prende il titolo, il vero protagonista.
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sabato 21 maggio 2011
sabato 26 marzo 2011
Il grinta
E' una buona pellicola ma dalle talentuose mani dei fratelli Coen mi sarei aspettato qualcosa che avrebbe lasciato maggiormente il segno.
Per l'amor del cielo gli interpreti sono bravi (e la bambina Hailee Steinfeld recita mostruosamente bene) però il film inizia bene e poi un poco si trascina con i classici clichè dello sceriffo buono e lo sceriffo cattivo che però è buono.
Comunque è un lavoro ben riuscito, si vede bene e con un'ottima fotografia. E' un film più che sufficiente.
lunedì 19 luglio 2010
Il cavaliere pallido
Bel film Western di Clint Eastwood girato negli anni 80 in cui si inizia ad intravedere la bravure dell'uomo con cappello anche come regista.
Ciò che colpisce è il mistero che avvolge il "cavaliere pallido" che compare dal nulla in seguito ad una invocazione disperata e che infonde coraggio in una comunità esigua di minatori.
Il cavaliere è un uomo di fede ma sembra essere benissimo in grado di difendersi e infondere coraggio nella comunità mentre per i nemici sembra essere un vecchio avversario creduto morto.
Belle le ambientazioni nebbiose e le riprese che mostrano questo eroe sperduto in mezzo alle colline, le montagne e la neve.
Ciò che colpisce è il mistero che avvolge il "cavaliere pallido" che compare dal nulla in seguito ad una invocazione disperata e che infonde coraggio in una comunità esigua di minatori.
Il cavaliere è un uomo di fede ma sembra essere benissimo in grado di difendersi e infondere coraggio nella comunità mentre per i nemici sembra essere un vecchio avversario creduto morto.
Belle le ambientazioni nebbiose e le riprese che mostrano questo eroe sperduto in mezzo alle colline, le montagne e la neve.
sabato 15 maggio 2010
I compari
Bel film di Altman: un inconsueto western in cui viene sbattuta in faccia la triste realtà della mitizzata epoca della colonizzazione dell'America.
Ci sono pistoleri, killer ma miscelati con sapienza e realismo storico. Il filo conduttore è la creazione di un piccolo paese, asse su asse, tugurio su tugurio, bordello su bordello.
Tutto questo è tenuto insieme da un ex pistolero, un bravissimo Warren Beatty, non un pistolero alla Clint Eastwood senza paura ed infallibile, ma con le sue paure e le sue insicurezze.
Insomma un gran bel film.
Ci sono pistoleri, killer ma miscelati con sapienza e realismo storico. Il filo conduttore è la creazione di un piccolo paese, asse su asse, tugurio su tugurio, bordello su bordello.
Tutto questo è tenuto insieme da un ex pistolero, un bravissimo Warren Beatty, non un pistolero alla Clint Eastwood senza paura ed infallibile, ma con le sue paure e le sue insicurezze.
Insomma un gran bel film.
domenica 11 aprile 2010
Il mio west
Questo film è come un dolce con tanti canditi ma con un cattivo impasto.
I canditi sono gli interpreti per metà stranieri e bravissimi, l'altra metà italiani e meno bravi.
L'impasto è come Veronesi ha messo insieme le cose in modo totalmente sbagliato creando un risultato stranissimo: grandi nomi come Harvey Keitel, David Bowie ed altri caratteristi stranieri molto bravi insieme a Leonardo Pieraccioni.
Per l'amor del cielo non odio il simpatico comico fiorentino ma in un film western con pistoleri e attoroni stona davvero sopratutto con le sue battutine alla "pieraccioni".
Oltre alla cattiva "amalgama" dell'impasto peggiorano parecchio il film i pessimi dialoghi e la storia totalmente inconcludente.
I canditi sono gli interpreti per metà stranieri e bravissimi, l'altra metà italiani e meno bravi.
L'impasto è come Veronesi ha messo insieme le cose in modo totalmente sbagliato creando un risultato stranissimo: grandi nomi come Harvey Keitel, David Bowie ed altri caratteristi stranieri molto bravi insieme a Leonardo Pieraccioni.
Per l'amor del cielo non odio il simpatico comico fiorentino ma in un film western con pistoleri e attoroni stona davvero sopratutto con le sue battutine alla "pieraccioni".
Oltre alla cattiva "amalgama" dell'impasto peggiorano parecchio il film i pessimi dialoghi e la storia totalmente inconcludente.
domenica 21 marzo 2010
Continuavano a chiamarlo Trinità
Seguito de "Lo chiamavano Trinità", a mio parere questo è il migliore dei film su Trinità perchè per lo meno nella prima mezz'ora ci sono scene entrate nella storia dei film "scazzotti" western.
La scena iniziale in cui i malviventi vengono truffati a più riprese prima da Bud Spencer e poi da Terence Hill è nella sua semplicità fantastica. E poi tornano subito in mente la scena successiva in "famiglia" con pranzo "ruttato", la scena del saloon con la partita a poker e la seguente duelli a pistoli e ceffoni?
Scene che segnano la storia.
Buon amarcord.
La scena iniziale in cui i malviventi vengono truffati a più riprese prima da Bud Spencer e poi da Terence Hill è nella sua semplicità fantastica. E poi tornano subito in mente la scena successiva in "famiglia" con pranzo "ruttato", la scena del saloon con la partita a poker e la seguente duelli a pistoli e ceffoni?
Scene che segnano la storia.
Buon amarcord.
domenica 24 gennaio 2010
Lo chiamavano Trinità
Spaghetti (e cazzottoni) Western che consacra la coppia Bud Spencer Terrence Hill nella storia del cinema.
La vicenda è solo una scusa per un'ora e mezzo di scazzottate in stile che hanno creato un genere destinato ad avere successo per molto tempo. Rivisto dopo molto tempo mantiene il suo fascino anche se più di un film va considerato una serie di sketch, anche se irresistibili.
La vicenda è solo una scusa per un'ora e mezzo di scazzottate in stile che hanno creato un genere destinato ad avere successo per molto tempo. Rivisto dopo molto tempo mantiene il suo fascino anche se più di un film va considerato una serie di sketch, anche se irresistibili.
domenica 27 dicembre 2009
Giù la testa
Grande film di un grande regista che di film western ha basato la quasi totalità della sua carriera: Sergio Leone.
E' un film fatto di grandi attori (Romolo Valli, Rod Steiger e James Coburn) i cui personaggi sono legati dal filo della rivoluzione: c'è chi la tradisce, chi non la capisce e chi la respira.
E sullo sfondo amaro della repressione in cui nello si vedono i ribelli che vengono giustiziati si consuma il dramma molto umano della debolezza e degli ideali troppo difficili da perseguire sia perchè si è fatti di carne sia perchè quelli che ci rimettono sono sempre i poveracci.
Per citare Steiger: "i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo e parlano, parlano. E mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Quindi per favore non parlarmi più di rivoluzione... E, porca troia, lo sai cosa succede dopo? Niente... tutto torna come prima!"
E' un film fatto di grandi attori (Romolo Valli, Rod Steiger e James Coburn) i cui personaggi sono legati dal filo della rivoluzione: c'è chi la tradisce, chi non la capisce e chi la respira.
E sullo sfondo amaro della repressione in cui nello si vedono i ribelli che vengono giustiziati si consuma il dramma molto umano della debolezza e degli ideali troppo difficili da perseguire sia perchè si è fatti di carne sia perchè quelli che ci rimettono sono sempre i poveracci.
Per citare Steiger: "i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo e parlano, parlano. E mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Quindi per favore non parlarmi più di rivoluzione... E, porca troia, lo sai cosa succede dopo? Niente... tutto torna come prima!"
venerdì 16 ottobre 2009
Kill bill part 1 & 2
Film molto complesso in quanto dentro se ha molti generi: il tema della vendetta, il genere arti marziali e il genere western tutti questi amalgamati ad arte.
Nelle sue oltre 4 ore totali di film si sfuma da un genere all'atro, si abbatte qualche record (è considerato il film più violento della storia del cinema anche se il bianco e nero nella prima parte evita di tingersi gli occhi di rosso - ma non per il pubblico giapponese).
Siamo difronte ad un grandissimo livello di cinema, non ci resta che aspettare l'episodio 3 annunciato recentemente.
Nelle sue oltre 4 ore totali di film si sfuma da un genere all'atro, si abbatte qualche record (è considerato il film più violento della storia del cinema anche se il bianco e nero nella prima parte evita di tingersi gli occhi di rosso - ma non per il pubblico giapponese).
Siamo difronte ad un grandissimo livello di cinema, non ci resta che aspettare l'episodio 3 annunciato recentemente.
domenica 15 febbraio 2009
Appaloosa
Insolito e non soltanto perché e un western (negli ultimi anni se ne vedono assai pochi), Appaloosa è uno strano film: inizia come un classico western con il malvagio fuorilegge e i cacciatori di taglie mezze buoni e mezzi delinquenti e poi prende una piega del tutto imprevedibile.Un film lungo, di ampio respiro, un bel film in cui l'azione è talvolta trattenuta per favorire la tensione che quando sfocia è efferata.
Un film niente male.
giovedì 4 settembre 2008
I magnifici samurai

I grandi film si riconoscono dal fatto che se li vedi dopo quarant'anni non ti annoiano e questo mi è successo ieri.
"I magnifici sette" è il remake dei Sette Samurai di Akira Kurosowa ritenuto, a giusto merito, il più grande film giapponese.
I magnifici sette riprende la storia del film in bianco e nero ma sposta temporaneamente le gesta dei samurai che difendono un paese minacciato dai banditi e veniamo catapultati nel vecchio West in cui i sette ora sono cowboys, cacciatori di taglie ma con una legge interiore che ricorda il codice d'onore dell'elite del giappone.
Il film è fatto bene e presenta un cast di eccezione con attori che all'epoca non erano ancora tutti famosi ma che poi lo sono diventati.
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